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MARTA LUCCHINI - Matematica - Collaboratrice per la didattica presso una scuola secondaria ed il Politecnico di Milano



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Diverse sono le ragioni per cui ho scelto di studiare matematica: naturalmente un gusto per la materia, evolutosi durante gli anni del liceo anche grazie a un'insegnante eccezionale; la necessità di assecondare una sensibilità, più generale, per l'astrazione, la riflessione teorica; anche un senso di sfida con me stessa, un'esplorazione delle mie capacità e dei miei limiti nel confronto con una materia riconosciuta come difficile.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Dopo la maturità classica mi sono iscritta a matematica a Torino, dove ho vissuto tre anni, belli. Per la magistrale sono stata ammessa a un programma di studi internazionale, che mi ha portato a Parigi e poi a Leiden (Olanda): due anni molto significativi per la mia formazione scientifica e personale. I momenti di crisi - per la fatica di vivere all'estero, di adattarsi a un nuovo contesto universitario e a nuovi approcci alla disciplina -, hanno contribuito alla crescita della mia passione per la matematica, alla formazione di una prospettiva più ampia sugli oggetti dello studio e le connessioni tra di essi, e alla crescita emotiva, fatta di incontri con persone diverse, di pensieri nuovi. Ora sono insegnante, come ho voluto fin da questi ultimi anni di università. Sono impegnata sia nella scuola secondaria sia all'università, presso il Politecnico di Milano, come collaboratrice per la didattica. Nell'insegnamento, mestiere che trovo estremamente complesso, sento di arricchire il percorso di formazione e di proseguirlo coerentemente con quanto ho costruito durante gli studi.

   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Direi che non possono mancare la determinazione, la tenacia, l'amore per lo studio, la disponibilità a dedicarci tempo e fatica. Poi la creatività, l'ironia che aiuta a superare i fallimenti e a stemperare l'euforia del momento di soddisfazione (ché ci sono sempre ancora molte cose da capire).

 

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

Il primo modello è stata la mia insegnante di matematica e fisica del liceo, cui sarò sempre grata per il lavoro e l'ispirazione; in questi anni poi sto prendendo esempio dalle professoresse per cui lavoro al Politecnico, donne di grande forza, competenza e umanità. Guardando oltre la mia storia personale, voglio menzionare la matematica irachena Maryam Mirzakhani, prima donna insignita della Medaglia Fields nel 2014, la cui eterogeneità di interessi e risultati ha ricordato alla comunità matematica, prevalentemente maschile, e a tutti noi, quanto può essere poliedrico e sorprendente il talento femminile.

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Mi sento di consigliare alle ragazze che finiranno a breve la scuola superiore di fare la scelta che si sentono, senza averne paura. Mi auguro che, se vorranno confrontarsi con il mondo della scienza e della tecnologia, riescano a viverlo senza pregiudizi verso di sé né verso gli altri. Proprio questo la scienza insegna: a pensare laico, a valutare alternative e a inventare nuove possibilità.

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: martalucchini88@gmail.com

Allegato: 
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