Zonta Pink Link - Progetto MIUR

FERNANDA GALLO - Ingegnere Civile - Titolare di uno studio di consulenza di Ambiente e Sicurezza

 

 

Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Sin da bambina ho sempre avuto maggior facilità nello studio e comprensione della matematica e delle scienze, e progressivamente ho maturato il desiderio di seguire le orme di mio padre e diventare un ingegnere, una scelta poco condivisa dalla mia famiglia, sia per la difficoltà degli studi, sia per gli ostacoli che avrei incontrato nel perseguire una professione considerata all’epoca (e per certi versi ancora oggi) decisamente “maschile”.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Dopo la maturità scientifica mi sono iscritta alla facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino, dove nel 1979 ho conseguito la laurea (col vecchio ordinamento) in ingegneria civile edile con specializzazione in industrializzazione edilizia, a pieni voti. 5 anni di studi impegnativi, e di convivenza a volte difficile in un ambiente in cui le donne erano rare (circa il 2% della popolazione studentesca, all’epoca), che ho affrontato però con l’entusiasmo di chi ha un obiettivo in cui crede. E tutto sommato senza rinunciare troppo ad una vita sociale attiva, allo sport e ad un po’ di servizio alla comunità. e a soggiorni di studio all’estero per le lingue, complemento irrinunciabile a qualsiasi corso di studi. Così mi sono ritrovata felice al fatidico giorno della laurea. Ero un ingegnere. Un bel traguardo, ma solo l’inizio di una nuova strada in salita: perseguire la professione. Ho cominciato nello studio di mio padre, dove tuttavia alla normale diffidenza per “la figlia del capo” si sommavano stereotipi di genere. Quindi ho cercato una mia strada, più creativa, in cui potessi sfruttare le conoscenze tecniche ma anche quelle linguistiche. Pur continuando la professione, ottenni un incarico part-time in un progetto di sviluppo di normative tecniche presso un istituto del Politecnico, e poi un docente mi propose una collaborazione con una nascente società di ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per l’edilizia e le costruzioni, dove ho perseguito una carriera che mi ha portato a diventarne senior partner, con responsabilità sulle partnership con istituti di ricerca americani, e in progetti finanziati dalla Comunità Europea. 15 anni entusiasmanti di lavoro in cui ho anche molto viaggiato e conosciuto persone fantastiche, che univano alta professionalità tecnica a creatività.

Verso la fine degli anni 90 conciliare la vita famigliare di madre con questo tipo di carriera, in un periodo in cui oltretutto l’organizzazione stava incontrando difficoltà, diventò difficile. Quindi io e mio marito, anch’egli ingegnere e impegnato in una carriera diversa, ma che portava spesso anche lui all’estero, prendemmo una decisione coraggiosa e aprimmo un nostro studio di consulenza di Ambiente e Sicurezza. Coraggiosa perché, soprattutto per me che provenivo dal settore civile, ha significato rimettersi in gioco e acquisire nuove competenze. Tuttora in opero in questa attività con soddisfazione.

   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Impegno, perseveranza, pazienza, adattabilità, umiltà. E un pizzico di autoironia per affrontare gli inevitabili stereotipi di genere che, sebbene in toni smorzati, ancora esistono.

 

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

In realtà no. Ci sono colleghe, soprattutto più giovani di me, che stimo e apprezzo, non solo per la competenza, ma anche per lo stile con cui affrontano la professione.

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Le materie STEM sono ugualmente impegnative per entrambe i generi, ma sono anche altrettanto interessanti ed entusiasmanti: non lasciate che gli stereotipi di genere vi allontanino dallo scegliere una facoltà scientifica o tecnica, se è quello che desiderate studiare. Fate una scelta che “guardi lontano”. Il conseguimento della laurea non è il vostro traguardo finale, solo una tappa intermedia: quindi effettuate una scelta che abbia molteplici sbocchi professionali promettenti. Preparatevi ad un continuo aggiornamento: la tecnologia e la normativa tecnica sono in continua evoluzione.

E infine, care future ingegneri, non trascurate di coltivare un buon stile di scrittura e di esposizione orale, e una buona conoscenza delle lingue straniere: non immaginate quanti rapporti si scrivano e quante relazioni si tengano nelle professioni STEM!

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: inggallo@studiofreschi.com

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