Zonta Pink Link - Progetto MIUR

ELEONORA LA VALLE - Ingegnere gestionale



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Innanzitutto inizio con il presentarmi, mi chiamo Eleonora e frequento il Politecnico di Torino. Ho conseguito una laurea di primo livello in Ingegneria Gestionale e ora sto proseguendo i miei studi specializzandomi nell’ambito dell’innovazione e nello sviluppo di nuovi prodotti/servizi.

Ho scelto questo percorso di studi in principio perché mi interessava acquisire competenze economiche e organizzative, ma allo stesso tempo volevo una formazione indirizzata verso l’ottimizzazione dell’industria e dei processi . La facoltà di Ingegneria Gestionale ha come fine la formazione dei suoi studenti non solo in ambito economico, ma cerca anche di dare loro uno stampo imprenditoriale e di problem solving. Le lezioni che seguiamo quotidianamente ci insegnano a saper distinguere le problematiche presenti in un’azienda e a risolvere, senza soffermarci solo sui numeri, ma ampliando lo sguardo a tutta la filiera ed all’organizzazione interna. L’ingegnere gestionale deve acquisire la capacità di cogliere una determinata attività: la progettazione e gestione dei sistemi produttivi, la gestione e organizzazione aziendale, la gestione dei progetti, la finanza. Io ritengo sia importante saper acquisire coraggio davanti agli ostacoli, curiosità in qualsiasi attività si svolga e capacità di fare innovazione, tenendo però i piedi ben saldi a terra.

Il secondo motivo che mi ha portato a questa scelta è il fatto che non fossi una studentessa appassionata di materie umanistiche e letterarie come filosofia, italiano, latino e via dicendo (che noia!). Sono una persona che ha bisogno di vedere un risvolto pratico in quello che studia.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Il Politecnico di Torino incute sempre un po’ di timore perché si ha l’impressione che sia troppo difficile, che si passino anni duri e tetri, ma la verità è un’altra: il Politecnico è un’università molto valida, conosciuta in tutta Italia e tra le migliori in Europa. L’aria che si respira è cosmopolita perché è frequentata da ragazzi che arrivano da tutto il mondo e permette di aprirsi a nuove culture e conoscere gente diversa.

Con questo non voglio dire che sia facile, ho affrontato diversi momenti di difficoltà tra sessioni d’esami pesantissime o professori che sono decisamente molto esigenti, ma con il tempo ci si abitua ai ritmi ed alla mole di studio. L’importante è non farsi spaventare in partenza.

Ogni volta che affronto un periodo difficile ne esco rafforzata e più cosciente dei miei sbagli o dei limiti che devo ancora superare. Penso che sia proprio questa l’intenzione della severità dell’ateneo: formare ragazzi che siano pronti ad affrontare grandi sfide e a sopportare carichi di stress notevoli, senza scoraggiarsi.

Ci viene ripetuto spesso in classe che il fallimento non è negativo, ma anzi è puù formativo del successo stesso. Non bisogna vergognarsi del fallimento, l’importante è trarne un insegnamento e non commettere gli stessi errori.

Tutte queste sfide mi hanno portato ad avere grandi soddisfazioni e a sentirmi gratificata. Molti pensano che la cerimonia di consegna della laurea sia il momento più bello, sinceramente per me è stato subito dopo, quando entrata a far parte dei database dei neolaureati del Politecnico, ho ricevuto una telefonata per un’offerta di lavoro e mi sono sentita chiamare “Ingegnere”. Per qualche secondo ho pensato che avessero sbagliato numero, è stato un momento davvero emozionante e appagante.

   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/

Non penso che ci siamo delle caratteristiche specifiche per chi vuole intraprendere una carriera in ambito tecnologico/scientifico. In primis è necessario scegliere il percorso di studi che più piace, bisogna poi essere motivati, non arrendersi al primo ostacolo, ma soprattutto non farsi condizionare da dicerie e luoghi comuni. Caratteristiche che penso valgano per qualsiasi fase della vito o studio intrapresoscientifico.

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Allora i miei consigli….. mi rivolgo alle ragazze che sono ancora indecise. Informatevi sugli atenei e sui vari corsi, leggete attentamente le schede di presentazione.

Cercate di capire che cosa vi piacerebbe fare “da grandi”, che cosa vi divertirebbe. Dovete capire quale carriera lavorativa vi possa soddisfare e vi permetta di alzarvi la mattina contente di andare a lavorare.

Secondo consiglio che vi voglio dare è questo: non fatevi influenzare da chi vi sta attorno! Se vi sentite in grado di affrontare altri 5 anni di studio e sentite che quella è la vostra strada iscrivetevi! Se un argomento vi piace lo studiate volentieri e il grado di difficoltà diminuisce.

Certo non voglio mentirvi, la mole di studio è tanta e dovere essere pronte a sacrificare il vostro tempo libero ed a passare ore sui libri, ma la soddisfazione che ne segue sarà impagabile, e tutte le rinunce e gli ostacoli vi renderanno più forti.

Seguite i corsi e studiate con costanza e metodo fin dal primo anno, cercando di essere curiose e capire l’utilità di ogni materia affrontata. Ogni materia che vi viene proposta nel carico di studi ha un suo perché, anche se spesso lo si capisce solo verso la fine del percorso di studi. Siate fiduciose!

Vi auguro di trovare il percorso giusto per voi e per la vostra indole. Vedrete che l’università è un mondo totalmente diverso da quello a cui siete abituate, perché tutto quello che studiate riguarderà i vostri interessi, accrescerà la vostra competenza, vi renderà curio

se e rafforzerà il vostro carattere. Ma soprattutto ricordatevi sempre di divertirvi!

Allegato: 
PDF icon Eleonora La Valle - Ingegnere Gestionale PDF icon CV - Eleonora La Valle