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SABRINA ARENA - Laurea in Biotecnologie Mediche - Ricercatrice presso l’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo Torino



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Sin da bambin

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.a sono sempre stata molto affascinata dalla natura e dai processi biologici che la governano. Con il passare degli anni e con l’approfondimento degli studi, la mia curiosità è cresciuta sempre di più e pertanto ho scelto di proseguire il mio percorso universitario in un ambito che mi permettesse di accrescere le mie conoscenze scientifiche.

La mia propensione verso il mondo scientifico si è presentata per la prima volta con la scelta del Liceo Scientifico (G. Arimondi di Savigliano) ed è proseguita con il corso di Laurea in Biotecnologie Mediche (Facoltà di Medicina) presso l’Università degli Studi di Torino. Successivamente ho conseguito il dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie Cellulari e la specializzazione medica in Patologia Clinica. Durante l’università ho maturato un forse interesse per gli studi oncologici, in particolare per l’ingegneria genetica e per la medicina traslazionale, ove le scoperte fatte in laboratorio possono tradursi in un’applicazione immediata e utile per la terapia dei pazienti. Dal 1999 lavoro presso l’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo Torino e tra il 2002 e il 2003 ho svolto un periodo di specializzazione all’estero, presso la Johns Hopkins University-School of Medicine di Baltimora (USA), esperienza che mi ha insegnato molto dal punto di vista professionale, ma anche umano e culturale.

Le ricerche intraprese mi hanno permesso di essere autrice/co-autrice di numerosi articoli scientifici e di partecipare come co-inventore ad alcuni brevetti. La frequenza dei laboratori universitari mi permette di svolgere anche della didattica, cosa che adoro e con la quale spero di trasmettere agli studenti la mia passione per la ricerca. Nel 2014 ho ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale per professore di seconda fascia per la Biologia Applicata e spero un domani di poter realizzare questo sogno.

In questo lavoro, ogni giorno si incontrano momenti positivi ma anche insuccessi e frustrazioni per esperimenti che a volte non funzionano; il tempo per potersi occupare di tutto ciò che la nostra carriera comporta (studio, esperimenti, meetings, lezioni all’università, tutoraggio di studenti, partecipazioni a richieste di fondi europei, collaborazioni internazionali, etc...) è spesso insufficiente e non è raro sacrificare serate o week-end per completare il lavoro in corso.

Uno degli aspetti che giudico più positivi è il continuo confronto di idee con persone di ogni provenienza e background; il periodo che ho trascorso all’estero e i congressi che frequento annualmente in USA hanno favorito molto l’apertura verso nuovi modi di pensare e di considerare i risultati ottenuti. Spesso le scoperte più importanti sono frutto di un lavoro di squadra e dell’integrazione di contributi provenienti da svariate collaborazioni.

La più grande soddisfazione si ha comunque quando si comprende che con la nostra ricerca abbiamo contribuito a fare un passo in più verso la conoscenza scientifica e possibilmente a offrire un’ulteriore opportunità per aiutare i pazienti affetti da tumore. Tanta passione guida quindi questo lavoro che ci assorbe completamente e che non conosce orari.

Uno degli aspetti più critici che purtroppo contraddistingue molti dei ricercatori in Italia è la precarietà; spesso, anche a fronte di buoni curriculum e continuità lavorativa, ci tocca fare i conti con quelli che sono gli svantaggi di un contratto di lavoro senza certezze nè stabilità.   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Senza alcun dubbio:  la curiosità, la passione, la tenacia e tanto spirito di sacrificio.

Tutte queste, a mio parere, sono le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata a intraprendere oggi una carriera nell’ambito, soprattutto per quelle ragazze affascinate dalla scienza, capaci di vedere oltre le difficoltà che adesso si incontrano nel settore, ancora troppo ignorato.

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

Certamente il mio ambito presenta numerosi nomi femminili; uno tra tutti: Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente durante una sua visita in istituto diversi anni fa. Mi colpì molto la sua grande lucidità e intelligenza nel porre domande ai ricercatori e nello stesso tempo la sua grande umiltà e pacatezza.

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Scegliete il tipo di studi che vi possa più interessare e appassionare...solo la passione verso ciò che state facendo vi consentirà di tenere duro durante i momenti più difficili e di trovare la motivazione e la forza per andare sempre avanti.

 

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: sabrinaarena@hotmail.com

Allegato: 
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