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ELENA CARRA - Biologo - Ricercatore, Professore aggregato di Citologia ed Istologia e Biotecnologie Cellulari Applicate alle Scienze Forensi



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Sempre spinta da forte curiosità e desiderio di conoscere; sempre pronta ad interrogarmi sul perché degli eventi. E’ la curiosità per i processi biologici che mi ha guidato per la scelta del percorso di laurea contraddistinto dall’attività di ricerca in laboratorio, sin dal primo anno, muovendo i primi passi nel settore della biologia molecolare, ambito pioneristico all’epoca degli anni 70.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Tredicenne, approdo ad un Liceo Scientifico, classe ad indirizzo sperimentale di matematica per monte ore aggiuntivo; conseguo a 22 anni la Laurea in Scienze Biologiche con lode nella prima sessione, nonostante l’introduzione di discipline complementari aggiuntive e tesi sperimentale. Ho preso l’abilitazione alla professione di Biologo con il percorso più lungo (2 anni e non 1) optando per la ricerca scientifica presso la struttura Universitaria di riferimento per la formazione accademica; nel 1987, Dottore di Ricerca I° ciclo di durata triennale; 2 anni nella qualità di Visiting Scientist presso l’European Molecular Biology Laboratory (D. Heidelberg). Dall’ambito di ricerca di base volta alla comprensione dei meccanismi di regolazione ed espressione genica, nell’anno seguente passo all’applicazione delle tecniche di biologia molecolare in ambito medico legale, oggi disciplina nota come biologia forense e/o genetica forense; nelle more, mi viene prospettata la possibilità di partecipare ad un concorso per un ruolo Tecnico in ambito universitario per applicare il bagaglio di conoscenze molecolari già acquisite, da mettere a servizio dell’Autorità Giudiziaria unitamente alla tradizionale attività medico legale. Accettata l’offerta, in quanto già moglie e neo mamma, era, tuttavia, chiara la consapevolezza che ad una biologa sarebbero state precluse le possibilità di carriera accademica in ambito medico legale. Da quella data (anni ’90) ho contribuito, unitamente al team di accademici nazionali, alla nascita del settore – oggi ben noto– delle analisi di DNA forense, i laboratori della Polizia Scientifica di Roma ne avviavano l’attività negli anni immediatamente seguenti, quelli dei RIS nel decennio successivo.

Ho incontrato poche difficoltà sotto il profilo scientifico, poche difficoltà di inserimento in ambito nazionale ed internazionale, moltissime difficoltà, invero, per l’inserimento in ambito locale, per incontrastata egemonia nel settore medico legale; da ciò sono derivati preclusioni ed ostacoli alla progressione di carriera. Per non vanificare gli sforzi compiuti e non mortificare la personalità scientifica ho perseverato nella ricerca di base per alcuni anni, usufruendo della possibilità del congedo per motivi di studio (borsista post-dottorato, 2 anni, e poi dottoranda 12°ciclo per 4 anni) continuando a svolgere ricerca per conto dell’Ordinario responsabile del progetto occupandomi, altresì, di attività forense per conto dell’Autorità Giudiziaria in qualità di consulente tecnico e/o perito. Ho conseguito il secondo Dottorato di Ricerca in Scienze Biologiche Forensi, presso l’Istituto di Medicina Legale Federico II di Napoli e, contestualmente, è stata accolta la richiesta di trasferimento presso il Dipartimento universitario dove oggi rivesto il ruolo di ricercatore, professore aggregato di Citologia ed Istologia e Biotecnologie Cellulari Applicate alle Scienze Forensi.

 

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Entusiasmo,  passione, determinazione, tenacia, aiutano ad infrangere i tetti di cristallo.

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

Modello di riferimento è stata una collega medico legale, ospedaliera, unica per le capacità professionali.   

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Per i giovani allievi: Passione, Pazienza, Perseveranza.    

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: elena.carra@unipa.it

Allegato: 
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