Zonta Pink Link - Progetto MIUR

ANTONELLA GATTO - Matematico - Specialista in Information Tecnology



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Il mio orientamento verso le materie scientifiche è stato determinato in primis da una predisposizione mentale e caratteriale, ma sicuramente anche dall’aver avuto, durante l’iter scolastico, insegnanti validi e appassionati fin dalle scuole medie inferiori. Ho scelto di iscrivermi alla facoltà di matematica, perché l’ho sempre considerata come “la materia” base di ogni disciplina scientifica e non

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Mi sono iscritta alla Facoltà di Matematica all’Università La Sapienza a Roma, città in cui sono nata e cresciuta. Ancora oggi penso che non aver vissuto l’esperienza della studentessa fuori sede sia stata una mancanza più che un privilegio. Mi sono laureata senza difficoltà anticipando un pochino i tempi e rinunciando a qualche voto più alto. Avevo fretta di finire, non perché non mi piacesse il percorso universitario, ma per una sana voglia di rendermi indipendente dalla famiglia (all’epoca era possibile avere tali ambizioni ….). Penso al periodo universitario come uno dei più belli della mia vita.

Dopo due giorni dalla laurea (1987) sono stata chiamata dal Preside di un Istituto Magistrale per una breve supplenza e poi a seguire un’altra al Liceo Classico e così via; nel frattempo avevo spedito i curriculum ad alcune società di informatica. Era l’epoca in cui tale settore era in forte espansione e le aziende avevano un alto turn over di personale giovane. Dopo pochi mesi fui chiamata da più Società equivalenti tra loro come importanza e dimensioni. Scelsi in base alle condizioni economiche più allettanti; dopo tre mesi di formazione fui assunta nella sede di Roma, come analista – programmatrice. Sembrava di vivere un sogno, filava tutto liscio, il lavoro mi piaceva anche se gli argomenti erano nuovi, perché mai affrontati durante il percorso universitario, ma comunque affini alla metodologia di studio. Era un ambiente di giovani, molto stimolante e paritario. Inoltre il trattamento economico era medio alto.

Dopo un anno di lavoro a Roma mi sono trasferita in Toscana (Siena), per motivi di cuore, in una piccola Società di Informatica consociata con un grande gruppo bancario. Anche qui ho trovato un ambiente stimolante, anche se non altrettanto accogliente come quello di Roma; ho apprezzato i lati positivi e accusato quelli negativi del passaggio dalla città alla provincia.

Dopo qualche anni iniziò la crisi dell’informatica, la saturazione. La Società in cui lavoravo era a rischio di vendita. Cambio del management, blocco delle promozioni, blocco degli aumenti di stipendio. Situazioni che ad oggi sono all’ordine del giorno, ma alla fine degli anni novanta non erano abituali. Il destino fu comunque positivo perché in conclusione la Società fu acquisita e diventammo tutti dipendenti bancari, anche se sempre all’interno settore informatico. Lavoro ancora in questa realtà, con momenti di alti e bassi, ma in continua evoluzione. Come in tutti i settori lavorativi, negli ultimi anni abbiamo subito dei veri e propri stravolgimenti soprattutto nella metodologia e nell’organizzazione. Questo ci obbliga, anche ormai in un’età matura, a “non rilassarci” mai nella nostra esperienza.

   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Consiglierei sicuramente di avere un atteggiamento positivo e in generale un approccio costruttivo, mai disfattista. Il segreto è imparare a trasformare le difficoltà in sfide e momenti di crescita personale. Le materie tecnologiche/scientifiche sono in continua evoluzione, quindi occorre avere una formazione adeguata e costante, da pretendere se già inseriti in un ambiente lavorativo. Infine, è importante la determinazione; a volte capita di dover impiegare il doppio delle energie necessarie per ottenere anche un minimo, ma ne vale sempre la pena.

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

In questi anni di lavoro ho avuto modo di apprezzare molte colleghe ognuna con le proprie caratteristiche. In particolare mi ha sempre colpito la capacità di alcune nel riuscire ad imporsi per portare avanti le proprie opinioni, in maniera adeguata, senza ricorrere all’arroganza, ma solo all’ autorevolezza. Spesso la stima reciproca tra donne si è trasformata in complicità, innalzando notevolmente il livello qualitativo del lavoro svolto.    

___________________________________________________________________________Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Occorre trovare un giusto compromesso: avere uno sguardo realistico e obiettivo sul mondo, senza farsi travolgere dal pessimismo della crisi incombente. Le scelte dovrebbero essere ponderate tra quello che potrebbe essere al momento l’ambito con più opportunità e quello che più si avvicina ai vostri interessi e attitudini. Per fare ciò occorre informarsi, documentarsi, chiedere ad altri giovani universitari più grandi. Lo sbaglio più grosso è quello di seguire la massa, di fare scelte senza cognizione. Essenziale la conoscenza di lingue straniere e la disponibilità a fare esperienze all’estero.

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: antonellagatto@fastwebnet.it

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