Zonta Pink Link - Progetto MIUR

Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Al liceo i miei interessi spaziavano molto e mi piacevano, indistintamente, le materie scientifiche (la matematica su tutte) e quelle umanistiche (in particolare la storia dell’arte e il latino).

 La mia scelta di indirizzarmi verso la Conservazione dei beni culturali e, quindi, verso un percorso di studi che prevedeva numerosi corsi di chimica, fisica, mineralogia e scienze dei materiali in generale, è derivata dalla curiosità di comprendere le proprietà dei materiali, le cause del loro degrado, le tecniche per il loro ripristino, nello specifico appunto relativamente alle opere d’arte, che mi affascinavano molto.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Mi sono diplomata al liceo scientifico e mi sono iscritta alla facoltà di Architettura, spinta in parte dalle voci esterne che mi dicevano che un corso di laurea in Conservazione dei beni culturali (mia prima scelta) avrebbe avuto un difficilissimo sbocco lavorativo.

 Dopo il primo anno, non convinta del percorso di studi intrapreso, mi sono iscritta a Scienze per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali a Parma e, dopo aver conseguito la laurea triennale, ho proseguito gli studi iscrivendomi al corso di laurea magistrale in Conservazione e Diagnostica del Patrimonio culturale a Modena.

Nonostante fossi consapevole delle difficoltà che avrei incontrato nel trovare lavoro nell’ambito scelto, il percorso di studi intrapreso mi è piaciuto molto, perché ho potuto spaziare in diversi ambiti culturali, dalla chimica alla fisica, dalla storia dell’arte alle tecniche di restauro.

Conseguita la laurea magistrale, ho partecipato con alcuni colleghi di studio ad un progetto SPINNER, che finanziava le idee di impresa innovative. La volontà era quella di studiare la fattibilità aziendale di una società che si occupasse di diagnostica per i beni culturali. Purtroppo, per diversi motivi, legati soprattutto allo scarso interesse mostrato, da parte degli enti preposti, verso la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano e della crisi economica, non abbiamo potuto costituire l’azienda al termine del progetto.

Dopo alcuni progetti di studio in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, con docenti di chimica, e con una ditta di restauro, ho vinto una borsa di studio per il Dottorato in Materials and Methods for Materials and Environmental Sciences. Il progetto che sto portando avanti tratta l’analisi chimica degli inchiostri utilizzati nelle nuove tecnologie di decorazione delle piastrelle ceramiche e dello studio delle loro emissioni in atmosfera, in fase di cottura delle piastrelle.

Il progetto in questione, che differisce un po’ da quello che è stato il mio percorso accademico di base, mi sta consentendo di ampliare ulteriormente le mie conoscenze di tecniche scientifiche analitiche, applicate a materiali che oggi sono di uso comune, ma ancora poco conosciuti dal punto di vista delle proprietà chimiche.

   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Credo che, indipendentemente dalla carriera che si vuole intraprendere, le caratteristiche irrinunciabili siano la passione e la convinzione delle proprie scelte. Un ambito tecnologico/scientifico probabilmente richiede, in più, la voglia di sperimentare e di mantenersi sempre aggiornati culturalmente, considerata la velocità con cui progrediscono oggi la scienza e la tecnologia.

Ma se c’è la passione, il resto viene di conseguenza.

 

 

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

Quando mi sono iscritta all’università non avevo, per la verità, alcun modello di riferimento. Anche perché il percorso che avrei voluto intraprendere fin da subito, ovvero la diagnostica chimico-fisica dei beni culturali, era un ambito che ho conosciuto solo nel momento in cui ho iniziato a valutare le varie proposte di corsi di laurea.

 

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Il mio consiglio è di provare a compiere una scelta dettata principalmente dai propri interessi personali, senza blocchi derivanti dalla paura di non farcela, di non avere la corretta preparazione di base o di scontrarsi con un mondo del lavoro troppo ristretto.

Una scelta che sia, quindi, davvero personale, perché nel momento in cui una scelta viene fatta in modo sincero e con passione, gli ostacoli si superano.

Per quella che è stata la mia esperienza, posso dire che aver frequentato un corso di studi prettamente scientifico mi ha permesso di acquisire e rafforzare un metodo di studio e di lavoro analitico che mi sta permettendo, ora, di affrontare bene anche progetti e attività che esulano un po’ da quello che è stato il mio percorso di studi.

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: giorgia.ferrari@unimore.it

Allegato: 
PDF icon Giorgio Ferrari - Chimico