Zonta Pink Link - Progetto MIUR

CHIARA CAPPELLETTI - Chimico



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico. 

Ho sempre amato le materie scientifiche. Fin dalla scuola superiore ho scelto di concentrarmi soprattutto sullo studio della matematica e della biologia. Sono sempre stata una persona curiosa e un bagaglio culturale tecnico ti permette di dare una risposta completa ai perché della natura e della scienza.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Ho deciso di iscrivermi a chimica industriale perché mi avrebbe permesso di lavorare in aziende chimiche a scelta tra una vasta tipologia di settori produttivi. Ero appassionata più di materiali che di scienze della vita e se avessi scelto biologia o farmacia mi sarei preclusa delle opportunità già in partenza.

I primi due anni di università sono stati durissimi, studiavo quasi il doppio degli altri, ma mi appassionavano le materie e il metodo di studio che avevo imparato al liceo mi ha permesso di non dover ripetere mai gli esami.

Ho dedicato tutto il mio tempo allo studio rinunciando quasi sempre alle uscite con gli amici e al tempo libero. L’impegno di 5 anni ha però dato i suoi frutti quando ho trovato lavoro a poche settimane dalla laurea. L’impegno è continuato al lavoro; non ho mai perso la voglia di imparare cose nuove, e questo mi ha permesso di cambiare più volte lavoro e di cogliere anche occasioni all’estero senza paura.

 

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Curiosità, senso pratico, e poi sapersi confrontare con persone con diversi livelli di competenze tecniche (dal collega che ha vent’anni di esperienza ma ha solo la licenza media, al super manager con quattro master e dottorato), conoscere l’inglese e avere proprietà di linguaggio, essere capaci di sintetizzare metodi e risultati del lavoro che si è svolto e avere capacità di gestione di progetti che prevedono attività anche al di fuori dell’ambito strettamente scientifico (gestione budget, marketing ecc.).

Molte sono soft skill che si imparano al di fuori delle aule, con il volontariato, organizzando delle attività nella propria città o coltivando delle passioni “non tecniche” (arti figurative, musica, letteratura).


Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

 

Non ho avuto un modello femminile in particolare, ma ho conosciuto tante persone che erano così appassionate del loro lavoro che mi hanno sicuramente contagiato e spronato ad andare avanti ampliando le mie competenze per meglio rispondere alle difficoltà quotidiane.

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

La scelta universitaria deve essere sempre riferita al lavoro/tipo di carriera che si vuole intraprendere successivamente. Quindi, piuttosto che vedere quali siano gli esami da sostenere, bisognerebbe chiedere sempre quali siano gli sbocchi professionali successivi e la possibilità di fare esperienze in aziende diverse o all’estero durante il percorso di studi.

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: chiara.cappelletti84@gmail.com

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