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ELENA NOTARI - Fisico - Specialista di Planetologia su problemi di formazione e evoluzione planetaria presso Osservatorio della Costa Azzurra



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

Ho scelto di fare fisica perché in quinta liceo ho trovato appassionante il programma, la meccanica quantistica e la relatività mi hanno fatto sognare per la bellezza e l'eleganza di queste teorie tanto complesse eppure abbordabili al livello del liceo. Non avevo nessuna idea di cosa avrei fatto e tantomeno sapevo cosa fosse fare ricerca. Ho seguito una passione e sono stata favorita dalla mia famiglia e dagli amici, nessuno ha ostacolato la mia scelta. Non sapevo se sarei arrivata alla laurea, sapevo solo che era una facoltà molto impegnativa. Se in quel momento le persone intorno a me mi avessero dissuaso probabilmente non avrei neppure provato. Questo è il mio primo messaggio: puntare in alto , provarci, seguire le proprie passioni. In fondo non sarebbe successo nulla se non fossi riuscita, ma se non avessi provato allora si, avrei pensato per tutta la vita ad una occasione mancata.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Ho studiato fisica alla facoltà di scienze di Milano. Non ho quasi mai studiato da sola, questa è stata una grande ricchezza umana e scientifica. Ho preparato esami su dispense fatte da altri studenti ( ho studiato tra il 1986 e il 1991) ho contribuito a preparare dispense per alcuni esami dove mancavano i testi (analisi II e meccanica razionale); insomma ho vissuto la vita Universitaria a pieno. Cosi ho finito con qualcosa di più ricco che non la sola laurea.

Ho scelto di fare il dottorato perché appassionata dello studio mi spiaceva finire tutto con la laurea…

Il dottorato non è stato facile, pur essendo nella vicina Francia ho dovuto imparare modi e costumi e mi sono sentita dire nelle occasioni difficili che mi ero appena sposata e forse era meglio stare a casa ..

Alla fine del dottorato è consuetudine andare all'estero e perfezionarsi con una o più borse di post-dottorato. Per le giovani donne che vogliono proseguire nella ricerca, questo è il momento più difficile, il dottorato si finisce a 27-28 anni, periodo della vita in cui in genere si pensa anche ad un progetto  famigliare. Anche se oggi questa fase è spostata in avanti di 4 o 5 anni, il tempo medio necessario per vincere un concorso da ricercatore nell'ambito dell'astronomia e astrofisica è talmente lungo (6-8 anni) che molte ragazze meritevoli abbandonano dopo tanti anni di studio. C'è molto lavoro da fare per favorire ad oggi l'ingresso delle donne nelle discipline quali l'astronomia e l'astrofisica.

Nel mio caso personale ho avuto l'occasione di partecipare ad un concorso per “Ingénieur de Recherche” subito dopo il dottorato. Ho vinto il concorso alla facoltà di Economia con l'incarico di lavorare a modelli numerici per la macroeconomia. Ho studiato e fatto un secondo dottorato, per poi tornare alla mia passione iniziale, l'astronomia, dopo aver passato 6 anni nel modo accademico della macroeconomia.

Ho accettato di iniziare la carriera professionale in un campo che non era il mio e in questo mi è stato di grande aiuto l'educazione a cogliere come positivo tutte le occasioni   che la vita propone.    Avevo ricevuto questa educazione in famiglia e poi l'ho ritrovata in un grande maestro incontrato a Milano, don Luigi Giussani.

Tra il 1997 e il 2003 ho avuto tre figli, motore e ricchezza anche in ambito lavorativo. In quel periodo ero intollerante alle frasi sentite tante volte circa il trovato equilibrio fra la professione e la famiglia. Una mamma con figli piccoli e lavoro a tempo pieno non è mai in “equilibrio” e ha bisogno dell'aiuto di marito, famiglia, amici e colleghi. Sono stata molto fortunata in questo e ritengo che nell'ambiente scientifico ci sia ancora molto lavoro da fare per le donne.

Dal 2001 lavoro all'Osservatorio della Costa Azzurra, mi sono occupata di caos e sistemi dinamici e dal 2011 lavoro nel gruppo di Planetologia su problemi di formazione e evoluzione planetaria

   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Occorre molta determinazione e sacrificio insieme ad una buona capacità di lavorare in gruppo con persone provenienti da paesi diversi. Per questo occorre una buona conoscenza dell'inglese e una buona capacità a guardare la persona con cui lavoriamo come una ricchezza anche quando i riferimenti culturali sono molto diversi.

Queste caratteristiche non sono una garanzia di successo perché un po' di fortuna e un buon inserimento in un gruppo scientifico al momento giusto sono sicuramente necessari ma questi elementi dipendono dalle circostanze esterne.

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

Ho sempre ammirato Henrietta Leavitt, una delle "donne computer" dell'osservatorio di Harvard, cioè una persona con le mansioni di calcolatore manuale o computer come venivano chiamati alla fine del XIX secolo questi specialisti. Senza il suo lavoro e le sue scoperte sulle stelle variabili la grande scoperta di Hubble sull'espansione dell'Universo non sarebbe stata possibile.

La sua tenacia ha mostrato che un lavoro costante e anche un po' nascosto può dare grandi frutti. Il comitato Nobel ha discusso della sua candidatura al prestigioso premio quando purtroppo la Leavitt era già deceduta.

Oggi sono una ammiratrice della nostra Samanta Cristoforetti, per il suo sguardo limpido e la sua semplicità come se non avesse fatto nulla di straordinario ..

Penso possa essere da modello a tante ragazze giovani

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Il mio consiglio è quello di seguire la propria passione e di puntare in alto. L'altro consiglio è quello di non ascoltare tutti quelli che dicono che la tale strada non è perseguibile perché non l'ha mai provata nessuno o perché non è standard, solo se proviamo a fare qualcosa di diverso da quello che è stato già fatto avremo la vera gioia di chi ha osato

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: elena@oca.eu

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