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ANNA MARIA PIRAS - Fisico - Specialista nella costruzione di moduli abitativi o di servizio per gli astronauti nello spazio



Sintetizzi la motivazione della sua scelta formativa verso un ambito disciplinare scientifico.

La motivazione di entrare in ambito scientifico è nata negli ultimi 3 anni di liceo classico, sicuramente anche grazie all’insegnante, ma con la profonda convinzione che tutto quanto letterario avrei potuto coltivarlo autonomamente, invece in ambito scientifico sentivo il desiderio di capire di più e di partecipare a progetti di ricerca. Da qui la scelta per la fisica, poi fisica teorica alla ricerca delle leggi di grande unificazione universale e della supergravità’. Una passione ed un obiettivo: capire il perché dei fenomeni naturali.

 

Tracci le tappe del suo percorso di studio e della sua carriera professionale, evidenziando i momenti positivi, i successi, ma anche le fasi critiche e le difficoltà incontrate.

Le tappe principali sono state sicuramente la conclusione del liceo classico con massimi voti e menzione, ma soprattutto con un rapporto unico con gli insegnanti. Poi l’università con piccole delusioni per qualche esame, ma sicuramente con grandissima convinzione, motivazione e anche divertimento nel mio lavoro. Il lavoro di tesi poi con il gruppo di Tullio Regge, per quanto faticosissimo, è stato un momento estremamente positivo. Ero parte di un team alla ricerca di gravitino/gravitone particelle scambiate nella forza gravitazionale, alla ricerca di capire meglio le origini dell’universo e i buchi neri. Poi l’esperienza negli USA, fra Harvard, MIT e Brandeis University. Un desiderio della vita e una grande delusione, forse controtendenza. Ero andata a far ricerca, ma il referente non era come T. Regge che dedicava tempo ai giovani ricercatori tutti i giovedì. In un anno ha avuto tempo per me due sole volte. La delusione, la voglia di tornare in Italia (anche per motivi personali), la delusione di un concorso in cui altri erano stati prescelti, e la scelta quindi di trovare un lavoro fuori dall’Università. Poi l’entusiasmo nel mio lavoro attuale per la costruzione di moduli abitativi o di servizio per gli astronauti nello spazio. Un vero team work con esperienze internazionali e di crescita anche grazie a NASA uniche. Il mio ruolo di responsabilità nell’azienda mi interessa molto meno di questa esperienza di lavoro unica, in cui ti senti parte di un grande progetto.

Infine molto tempo fa un momento di pazzia spinto dall’Agenzia Spaziale Italiana. Il concorso per astronauti prima di Samantha Cristoforetti. Poi aspettavo mia figlia e non potei continuare la selezione. Non fu una delusione, una scelta e ora aiuto gli astronauti ad operare i nostri prodotti.

   

Elenchi quali siano, secondo lei, le caratteristiche irrinunciabili per una giovane intenzionata ad intraprendere oggi con successo una carriera in ambito tecnologico/scientifico.

Grandissima passione, motivazione, costanza, energia, grande disponibilità al lavoro di gruppo e apertura mentale, obiettivi molto chiari, mai scoraggiarsi. Non penso però (al di là della passione) che il campo scientifico chieda cose molto diverse da qualsiasi altro settore.

I sogni non si avverano se ci credi, ma se fai di tutto per realizzarli.

Einstein dice: la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre e anche chi dice che è impossibile non deve disturbare chi ce la sta facendo…

Modelli di donne realizzate in questi ambiti professionali ne ha mai avuti? Se sì, in che modo sono stati di utilità per la sua realizzazione?

Onestamente no, indubbiamente ammiro donne come Rita Levi Montalcini, ammiro donne determinate a volere una professionalità e una famiglia (non in alternativa) , ma poi nel mio settore i riferimenti sono stati principalmente uomini e devo dire anche che credo che si possa arrivare ad un rispetto ed ad una effettiva uguaglianza nella diversità che inevitabilmente c’è.

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Personale consiglio alle studentesse alla vigilia della scelta di studi universitari.

Io suggerisco solo una scelta col cuore e la convinzione. Scegliete ciò che vi piace ed in cui siete disposti a dare l’anima. Non c’è nulla che non si riesce a fare come studio se lo si vuole davvero, e le difficoltà’ si possono superare con la convinzione. Non fatevi troppo influenzare dalle mode, ma da ciò che piace, restate però sempre con i piedi per terra, disponibili ad aprirvi a nuove opportunità che possono capitare o che ad un certo punto si vogliono cercare.

Infine non rinunciate a tutto, coltivate anche altre passioni.

La sua mail di riferimento per eventuali contatti: annamaria.piras64@gmail.com

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